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Açúcar Guaraní

Tradizione · Lettura di 5 min

Nocciola e cacao: storia di un’accoppiata perfetta

Dal gianduiotto piemontese alle creme spalmabili: perché la nocciola e il cacao stanno così bene insieme.

Nocciola e cacao: storia di un’accoppiata perfetta

Un’idea piemontese

La tradizione racconta che a Torino, all’inizio dell’Ottocento, il cacao fosse costoso e difficile da reperire per le restrizioni commerciali dell’epoca. Per allungarlo, i cioccolatieri lo mescolarono con nocciole delle colline piemontesi, macinate fino a ottenere una pasta fine.

Il risultato, chiamato gianduia, ebbe subito successo, e il gianduiotto, nella sua tipica forma a barchetta, è diventato uno dei simboli dolciari del Piemonte.

Perché funzionano insieme

Cacao e nocciola hanno molto in comune: sono entrambi ricchi di grassi, entrambi si tostano, ed entrambi sviluppano durante la tostatura composti aromatici simili, come le pirazine, che ricordano il tostato e il frutto secco.

In bocca, i grassi della nocciola ammorbidiscono l’amaro del cacao, mentre il cacao dà profondità al sapore delicato della nocciola.

La nocciola in Italia

L’Italia è uno dei principali paesi produttori di nocciole, con aree storiche in Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. La varietà Tonda Gentile delle Langhe è apprezzata per la sua capacità di sprigionare aromi intensi dopo la tostatura.

Dalla barretta alla crema

Nel Novecento la pasta gianduia è diventata crema spalmabile, e l’abbinamento è entrato nelle cucine di tutto il mondo. Oggi lo ritroviamo in cialde, biscotti, gelati, torte e perfino nel caffè.

Provare lo stesso abbinamento in forme diverse, dal fondente al latte, è un buon modo per capire quanto cambiano i sapori con la proporzione di ogni ingrediente.